18/01/10

NOLAN/ FIRST PROJECT FOR TOTALLY UNNECESSARY RECORDS

TOTALLY UNNECESSARY RECORDS

La TOTALLY UNNECESSARY RECORDS è una nuova etichetta discografica indipendente, con base a Milano, che produce artisti di qualità fuori dai meccanismi, dalle dinamiche e dall'estetica della discografia di oggi e butta via energie e tempo con artisti accumunati dalla stessa urgenza d’espressione e percezione delle cose.

La TOTALLY UNNECESSARY RECORDS ha piena consapevolezza di quanto sia inflazionato il panorama musicale italiano e sa bene quante siano le difficoltà per far emergere proposte musicali di valore e che meritano un ascolto al di sopra della media concentrazione ormai raggiunta dall’ascoltatore moderno.
Per questo motivo sa bene che i dischi prodotti dal suo team risulteranno a molti assolutamente “non necessari” perchè hanno l’esigenza di essere ascoltati con la stessa passione con cui vengono prodotti. Lo scopo dell’etichetta discografica TOTALLY UNNECESSARY RECORDS è quello di pubblicare progetti discografici dei quali si può fare decisamente a meno e per questo assolutamente imperdibili..

"La prima necessità dell'uomo è il superfluo."
Albert Einstein.


NOLAN è il progetto cantautorale di Gipo Gurrado.
NOLAN è un modo diverso di scrivere,produrre e ascoltare canzoni.
Il progetto nasce da Gipo Gurrado, autore, compositore e produttore, già leader del gruppo Aldilàdidalì il cui secondo disco, intitolato Dorinavanti (Novunque/Venus), era stato recensito da Alex Adami di Rockstar come una delle produzioni più interessanti degli ultimi anni in Italia e la band definita “la più grande occasione persa della discografia italiana (...)”.
 

Il disco di esordio di NOLAN, intitolato Secondi fini per fare le ore piccole è stato registrato in un modo innovativo che stravolge tutti i processi produttivi con cui vengono registrati i dischi oggi e che ha
coinvolto numerosi musicisti provenienti da ambiti diversi: Attila Faravelli (soundesigner, elettroacustica), Mell Morcone (jazz), Lucio sagone (rock, pop), Stefano Risso (jazz), Mauro Sansone (world, indie) e altri come Marco Ricci, Lorenzo Mondinari, Alessandro Sicardi.


I've worked on the album artwork and the press images of Nolan:








20/12/09

URBAN SOLITUDE

 

22/07/09

NUOVE BANDS: I MADALEINE




Foto Ufficiali della nuova band padovana "Madelaine". http://www.myspace.com/madaleineproject

19/05/09

Diana Winter: new soul folk voice!




Bonjour! vorrei segnalarvi un'artista che secondo me farà strada...è Diana Winter, intensa voce new soul!
Sto lavorando alla sua immagine insieme ad un team di fantastici collaboratori! ...tra qualche settimana potrete vedere il nuovo sito creato da Jacopo Grisanti ( http://www.opocaj.it/) e le mie immagini su sito e su myspace con la collaborazione della mia inseparabile socia stylist e trucco Raffaella Lodovici (http://www.myspace.com/lillyrawlance).
Vi terrò aggiornati! A presto! Zoe

18/05/09

I MIEI SCATTI SU WIRED magazine DI MAGGIO

iPhone, gli italiani si applicano

Di Federico Ferrazza|16 aprile 2009
iPhone, gli italiani si applicano

Marco Pifferi (in foto) ha creato un programmino per il telefono Apple. 5 milioni di persone l'hanno scaricato e Google ha minacciato di fargli causa.
Foto: Zoe Vincenti

Partiamo dai record. Inaugurato meno di un anno fa (era l'11 luglio 2008) l'App Store, il negozio online in cui è possibile scaricare applicazioni per il telefonino della mela morsicata, finora ha collezionato più di 800mila download.

E arriviamo ad Alberto De Bortoli, giovane programmatore padovano protagonista della storia numero 03 e uno dei 25mila (il numero di software disponibili gratis o a pagamento nell'App Store) che ha sviluppato un'applicazione per l'iPhone incontrando un discreto successo. Alberto ha seguito il consiglio di un amico: «Dai, provaci, guarda che il Jobs non sbaglia mai». In molti stanno inseguendo il successo dell'App Store, sfornando anche cellulari touch che imitano il modello dell'iPhone: da Nokia a Google (con Android), passando per Microsoft e Sony Ericsson. Ma l'azienda di Cupertino ha due vantaggi: è arrivata prima di molti suoi concorrenti e, inoltre, ha un telefonino solo. I programmatori, compresi quelli italiani raccontati nelle prossime pagine, si trovano meglio a sviluppare per un unico terminale invece di pensare il proprio software su 20 cellulari diversi. Insomma, anche se non è vero che il Jobs non sbaglia mai (anche lui ha alcuni flop alle spalle), questa volta ha colpito nel segno.

01. Alla fine dell'anno scorso Marco Pifferi, che di professione fa lo sviluppatore software a Castellamonte (To), non ha dormito sonni tranquilli per diverse notti. Tutta colpa di una lettera proveniente da Mountain View. Mittente: Google. Il più grande colosso del web scriveva a Marco che, se avesse continuato così, gli avrebbe fatto causa. E se Google ti fa causa il minimo è non dormire sonni tranquilli. Ma cosa avrebbe dovuto smettere di fare il 43enne piemontese? Facciamo un passo indietro. A settembre Marco sviluppa la sua prima applicazione per iPhone: AroundMe, un software che mostra i punti di interesse nei paraggi del telefonino della mela: ristoranti, farmacie, parcheggi e così via. Marco la mette in vendita (tradotta in varie lingue) a 1,79 euro ed è subito un successo: nel primo mese è scaricata da 10mila persone. Sembra andare tutto per il verso giusto: il software è apprezzato e, cosa più importante, genera ogni mese migliaia di euro.

Ma è proprio allora che arriva la lettera. Marco deve smettere di continuare a vendere AroundMe, pena una causa legale. La sua colpa è quella di mettere a pagamento i contenuti di Google (i punti di interesse di AroundMe sono quelli delle mappe di Brin e Page). E questo, secondo Google, non si può fare. Di fronte al pericolo di una causa, Marco non ritira l'applicazione ma la rende gratuita. Ed è qui che, inaspettatamente, inizia la sua fortuna. Dopo le "minacce", Google passa alla collaborazione e si rende disponibile per lo sviluppo, riconoscendo al piemontese una percentuale dei ricavi che il motore di ricerca incassa attraverso i banner pubblicitari inseriti in AroundMe. Pifferi racconta che da allora le cose, dal punto di vista economico, vanno addirittura meglio. Ci sono giorni (soprattutto nel weekend) in cui il software viene utilizzato 600mila volte. Ma non snocciola altre cifre: «Ho firmato un accordo con Google e non posso parlare di denaro. Preferisco non dire altro: uno spavento come quello di qualche mese fa vorrei proprio risparmiarmelo».

01/02/08